16 Giugno 2019

Capitan Futuro

Questa settimana ci occupiamo qualcosa che potremmo definire cartone animato d’autore. Capitan Futuro (quello originale quindi non parliamo ne di De Rossi e ne di Marchisio) nasce dalla penna dello scrittore statunitense Edmond Hamilton, ed è protagonista di ben 27 racconti di genere fantascientifico.

Nel 1978, un anno dopo la morte di Hamilton, la giapponese Toei Animation inizia la produzione della serie animata.

Ne vengono prodotte ben 13 miniserie di 4 episodi ciascuno, ognuna tratta da un racconto originale.

Il protagonista è Curtis Newton (Capitan Futuro), è un orfano i cui genitori sono morti nel loro satellite artificiale quando era ancora bambino. Suo padre era uno scienziato che aveva abbandonato la Terra per dedicarsi alle sue ricerche sul satellite artificiale insieme al geniale ed anziano amico, il dottor Simon Wright. Insieme i due costruirono un robot antropomorfo, Greg, ed un androide, Otto. Prossimo alla morte, Wright decise poi di far impiantare il suo cervello in una piccola macchina robotica. Divenuto adulto, Capitan Futuro dedica quindi la sua vita a combattere il male nell’universo insieme al cervello del dottor Wright, all’androide Otto ed al robot Greg.

Nonostante le forti differenze culturali, dovute sia al diverso periodo di creazione che all’interpretazione in ambito fumettistico giapponese delle storie di Hamilton, e nonostante la consueta notevole distanza tra un’opera letteraria ed una d’animazione, la serie TV è rimasta vicina allo spirito dell’originale in molti modi, dalla frequente presenza di spiegazioni scientifiche didattiche, alla costante enfasi della superiorità della ragione sulla forza bruta.

Le storie originali sono state scritte tra il 1940 e il 1951 immaginando un futuro con tanto di astronavi e laboratori sulla luna del 1990. Sarebbe interessante rileggere i romanzi o semplicemente rivedere la serie animata per vedere quanto delle visioni di Hamilton si è poi avverato.

About The Author

Blogger per caso.. nel 1999 iniziai il sito che chiamai diario multimediale, solo in seguito si scoprì che era uno dei primi blog. Appassionato di molte cose, cerco di seguire i miei interessi tutti insieme, ovviamente diventando esperto quasi di nulla.

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