16 Ottobre 2019

Prometheus

Il ritorno di Ridley Scott al genere fantascientifico, che con Alien e Blade Runner aveva contribuito a ridefinire, era atteso da molto tempo. Soprattutto i fan di Alien, che negli anni hanno visto la saga essere maltrattata da sequel e spin-off sempre più discutibili (Aliens vs. Predator 2 solo per citare l’ultimo) erano in attesa di un “ritorno alle origini” da parte del regista.

Così R. Scott si rimette dietro la macchia da presa e ci narra del viaggio alla scoperta nientemeno che delle origini dell’umanità.

L’inizio del film, dal profumo kubrikiano, mentre un’astronave parte da un Terra dell’antichità, una creatura aliena umanoide ingerisce un misterioso liquido nero e a causa di questo inizia a disgregarsi cadendo in una cascata innescando una reazione biogenetica con il proprio DNA.

Nell’anno 2089, una coppia di archeologi scopre sulla parete di una grotta una mappa stellare dipinta, simile a quella di molte altre culture antiche non collegate. I due vedono nel dipinto una sorta di invito da parte dei precursori dell’umanità, gli Ingegneri, a raggiungere quel remoto pianeta.

Nel 2093 troviamo l’astronave Prometheus solcare silenziosamente lo spazio remoto con a bordo il suo equipaggio in stato di sonno criogenico vegliati dall’androide David. Con l’arrivo dell’astronave sulla luna LV-223 e il risveglio dell’equipaggio termina la fase che a me ricorda da vicino l’inizio di 2001 Odissea nello spazio e Alien.

Sulla luna l’equipaggio (che come dice il mitico Leo Ortolani nella propria parodia Allen: “sembra non aver mai visto un film di fantascienza”) si imbatte in quella che sembra un’antica costruzione degli Ingennieri misteriosamente disabitata.

Non aggiungo altro per non rovinare la visione del film per chi come me lo ha visto solo ora in DVD, ma posso dire tranquillamente che Prometheus va ben al di la dal essere un semplice prequel di Alien divenendo esso stesso un arco narrativo autonomo che fa pensare ad un probabile sequel che non sfoci necessariamente nelle avventure della Nostromo.

A mio parere Scott poteva fare qualcosina in più, alla fine dei conti sembra aver aggiunto allo schema classico degli eventi e personaggi di Alien un impatto visivo più travolgente.

Ma per ora può anche andar bene aspettando ulteriori sviluppi.

About The Author

Blogger per caso.. nel 1999 iniziai il sito che chiamai diario multimediale, solo in seguito si scoprì che era uno dei primi blog. Appassionato di molte cose, cerco di seguire i miei interessi tutti insieme, ovviamente diventando esperto quasi di nulla.

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