19 Aprile 2019

Martin Mystère – Chi era costui?

Martin Mystere, o come amano chiamarlo i suoi lettori bvzm (buon vecchio zio Martin), è un personaggio dei fumetti creato da Alfredo Castelli e disegnato da Giancarlo Alessandrini.

Chi è?

Nome per esteso Martin Jaques Mistere, nato a New York il 26 giugno 1942. Al giorno d’oggi ha quindi superato (e anche di molto) la cinquntina ma porta molto bene la sua età . Alto, atletico, sfoggia sempre un sorriso piacevolmente giovanile sottolineato dai capelli biondi e ricci che gli conferiscono un fascino a cui le donne difficilmente resistono.

Laureato alla Harvard University, si specializza in Archeologia alla Sorbona di Parigi, in Storia dell’Arte  all’istituto di Belle Arti a Firenze e in Cibernetica applicata al Linguaggio al Massachussetts Institute of Technology.

Martin Mystere è in definitiva un autentico “tuttologo” dotato di un’inguaribile curiosità  e di un acutissimo spirito di osservazione e di analisi, capace di ampie ed esaurienti dissertazioni su qualsivoglia argomento.

Una dimensione culturale di grande spessore, quindi, ma non fine a se stessa, bensì arricchita e completata da una personalità  moderna ed evoluta: Martin è un uomo estremamente disponibile ed altruista, formatosi su valori universali quali la solidarietà , il rispetto per la vita e per l’ambiente, il senso sacrale della libertà  individuale e collettiva, il rifiuto di qualunque forma di violenza e di intolleranza. Amante della compagnia e dalla conversazione, è un affascinante intrattenitore, ma non è immune da una perdonabile ed umanissima tendenza alla divagazione ed alla verbosità , cosa di cui è simpaticamente consapevole. Popolarissimo presso il grande pubblico, ha contatti piuttosto privilegiati con autorità  ed istituzioni, alle quali ricorre, tuttavia, solo in casi di necessità  estrema, in nome di uno stile e di una discrezione che vanno senz’altro annoverati tra le sue principali virtù.

Ha vissuto per un certo periodo in un monastero tibetano, dove ha appreso molti segreti esoterici e si è guadagnato il mistico “terzo occhio“. I suoi studi e le sue ricerche percorrono vie solitamente snobbate e derise dalla scienza ufficiale.

Di cosa si occupa ?

Soprannominato “Detective dell’impossibile” poiché non si occupa di casi polizieschi, ma “dell’impossibile”, cioè di quei grandi enigmi (anzi “Mysteri”) che la scienza “ufficiale” non prende in considerazione.a da cui trae libri e fortunate trasmissioni televisive della serie “I Mysteri di Mystere” che risultano seguitissime.

I resoconti “fedeli” delle sue esplorazioni vengono pubblicati in esclusiva ogni mese nell’albo a fumetti “Martin Mystere”, edito dalla Sergio Bonelli Editore.

Pregi e Difetti

Nonostante l’implicita pericolosità delle imprese che lo vedono protagonista, Martin non è certo un supereroe. Sa affrontare il rischio (connaturato, del resto, alla maggior parte delle sue avventure), ma non ama la temerarietà  “tout court”. Si mantiene in buona forma fisica, ma non è affatto un nerboruto e, benché sia in grado di cavarsela egregiamente nelle situazioni che lo richiedessero, è piuttosto restio a fare uso della forza.

Unici legami con un mondo metafisico sono il cosiddetto Terzo Occhio, segno di iniziazione esoterica che Martin ha ricevuto ad Agarthi da Kut Humi, ed il Murchadna, la celebre Arma a raggi paralizzanti, anch’essa donata da Kut Humi e solo di recente riapparsa nella vita di Martin dopo un lungo periodo di assenza.

Piccole manie e comuni debolezze completano la definizione del personaggio, avvicinandolo ancor più al vissuto ed alle esperienze personali del lettore. Come tanti di noi, Martin è un ritardatario cronico, perennemente in conflitto con i tempi di consegna stabiliti per gli articoli ed i servizi commissionatigli; è posseduto dal terribile virus del collezionismo: reperti archeologici, libri in quantità  industriale e cianfrusaglie varie occupano, infatti, ogni spazio utile del suo appartamento; le attività  intraprese gli consentono di condurre un tenore di vita sostanzialmente agiato, ma il suo rapporto col denaro è alquanto disinvolto: è possibile, di tanto in tanto, ascoltarlo mentre riconosce, con una punta di rassegnazione, la sua naturale ed incontrollabile propensione allo “sperpero”.

Particolarità 

Martin Mystere è l’unico personaggio dei fumetti ad avere una data di nascita precisa (26 giugno 1942) e ad invecchiare in tempi che corrispondono a quelli reali, ogni anno assiste preoccupato alla comparsa di rughe e capelli bianchi, proprio come chi legge le sue avventure.

Un’altra particolarità  e che cambia frequentemente d’abito. Lo vediamo spesso con abiti eleganti con giacca e cravatta e un trench molto “marlowiano” come si addice ad un detective, anche se del fantastico.

Durante i momenti di azione invece porta abiti molto più pratici, jeans e camicia, di solito corredati da una giacca a vento senza maniche piena di tasche. Cambia comunque abito a seconda delle circostanze e delle temperature come qualsiasi essere umano.

Questo potrebbe causare qualche problema al personaggio: per esempio il fatto che Martin invecchi rischia di allontanare il pubblico dei giovanissimi; il fatto che non abbia un abito fisso lo rende  graficamente meno riconoscibile di Supermen o Dylan Dog.

Martin Mystere è stato progettato a tavolino: biondo, alto, macchina potente (Ferrari) e fidanzata bella.

Ha scritto  Castelli  in proposito:

“Ho pagato caro questa scelta: per parecchio tempo Martin mi è stato antipatico e ne ho scritto le storie con sufficienza, e forse questa e la ragione per cui la serie non decolla istantaneamente. Poi il personaggio si è umanizzato, mi è divenuto simpatico e ora gli sono affezionato come a un vecchio amico. Volevo che Martin Mystere fosse legato al mondo reale, si guadagnasse la vita, vestisse a seconda delle occasioni e invecchiasse: per questo gli inventai la una data di nascita, un una biografia e un indirizzo realmente esistente. Qualche volta il personaggio è cosi reale che riesce a prendere il sopravvento persino su di me, ed ecco allora che la sua firma si sostituisce alla mia in articoli, libri, e rubriche. Tra l’autore e la sua creazione si sviluppa inesorabilmente un effetto di feedback: l’autore trasferisce nel personaggio i propri tic, deformandoli letteralmente; e il continuo contatto con la deformazione letteraria lo spinge inconsciamente a imitarla.

Non mi fa paura che Mrtin Mystere sia destinato a morire anagraficamente; mi spiacerebbe molto di più se morisse editorialmente per carenza di lettori: significherebbe che, molto probabilmente, l’ho persa anche io”.

Le Origini

Il personaggio di Martin Mystere è rimasto nel misterioso limbo che intercorre tra creazione e pubblicazione per sette anni filati.

Il prototipo di Martin risale a 1975. Si chiamava Allan Quatermain, come lo scopritore delle Miniere di re Salomone di H. Rider Haggard, aveva l’aspetto di James Coburn e al suo fianco agiva fina da allora Java, il fedele assistente.

La serie viene proposta al “Giornalino” delle Edizioni Paoline che non l’accettò. Tra anni dopo, nel 1978, le sceneggiature già pronte vennero proposte al settimanale “Supergulp” della Mondadori. Uscirono due puntate su tre, illustrate da Fabrizio Busticchi. Cessate le pubblicazioni di “Supergulp”, la sceneggiatura con prove di Alessandrini, Zoniboni e Bagnoli, venne presentata alla rivista “Zack”, edita dalla Koralle Verlag. Questa usciva in cedizione in Francia (con il titolo di “SuperAs”) e in Belgio (“Wham”). Il personaggio venne ribattezzato, per solleticare il nazionalismo francese, Martin Mystere, ma la proposta non venne accettata.

Nell’estate del 1980, un altro tentativo: il personaggio viene proposto con il nuovo nome Cepim (cosi si chiamava allora una delle case editrici che confluirono in seguito nella Sergio Bonelli Editore) per una pubblicazione in versione albo. Bonelli accettò.

Il Martin Mystere del progetto iniziale aveva caratteristiche sia editoriali sia narrative ben diverse da quelle dell’albo definitivo. Il personaggio era londinese, poi, a seguito di varie considerazioni (tra cui il fatto che Castelli scriveva già  una serie ambientata in Inghilterra, “Gli Aristocratici”, e voleva cambiare un po’ ambiente), si decisero a “trasferirlo” in USA riadattando testi e disegni.

Fin dall’inizio il nome Martin Mystere era stato considerato provvisorio, in quanto difficile da pronunciare, e, in effetti fu utilizzato “ufficialmente solo in una brochure promozionale per la fiera di Bologna (maggio 1981). Dopo molti tentennamenti si optò per Doc Robinson – detective dell’Ignoto (dove Doc stava per Dottore, ma anche per le iniziali di Donald Oswald Craig) e fu realizzato il lettering dei primi episodi. Con questo nome il personaggio fu presentato nel settembre 1981 alla III edizione della Fiera del Fumetto di Balerna (Lugano) e in una pagina pubblicitaria di “Wow”; poi, poco prima di passare alla fase conclusiva, usci una rivista intitolata “Robinson” che costrinse a ritornare al titolo originale Martin Mystere.

Anche il carattere delle storie doveva essere diverso, infatti era stato pensato come un personaggio di azione. Ma nel 1980 esce nei cinema il primo “Indiana Jones” e gli autori sono costretti a rivedere il loro personaggio affinché non risultasse ai lettori come una scopiazzatura del protagonista del film.

Ma se andiamo a rileggere i primi numeri della serie di Martin Mystere possiamo apprezzare a pieno come poteva essere il bvzm in origine.

Contrariamente alle previsioni, il primo numero di Martin Mystere vendette pochissimo, intorno alle 300.000 copie: era infatti un periodo di grave crisi del settore.

Martin ed Io

Il mio primo contatto con il bvzm è stato nel 1994 con lo Speciale n° 11 “Il Cavaliere Verde”.

Mi trovavo in Svizzera e cercanvo qualcosa da leggere in italiano, sbirciando le riviste di un giornalaio, mi sono imbattuto in questo albo che destava la mia curiosità  poiché la storia riguardava il ciclo di Re Artù, di cui sono un grandissimo appassionato, e ancor di più poiché aveva allegato il “Dizionario dei Misteri – I segreti di Re Artù”.

La storia mi piacque molto e il dizionarietto ancora di più, ma non ero ancora deciso a comperare la serie regolare poiché disperdevo già abbastanza sostanze in numerosi Manga giapponesi.

In ogni caso mi ripromisi che avrei comperato solo gli albi che avessero destato il mio interesse.

Quattro anni dopo – Settembre ’98 – visto che si avvicinava il fatidico n° 200, che nella tradizione Bonelli è a colori, e che ormai le serie manga che comperavo erano terminate, decisi di iniziare la collezione dei MM.

Primo albo che ho comperato della serie regolare è il n° 198 “il paradiso può attendere”.

Poi mi è venuto in contro il mio amico Pierluca (a cui vanno pubblicamente 1.000 ringraziamenti) che voleva “sbarazzarsi” di alcuni numeri che aveva comperato qua e là  (tra cui il n° 100 sempre a colori). Finalmente avevo una buona base da cui partire.

Per il resto la ricerca degli arretrati è stata abbastanza complicata poiché la Bonelli non ha più disponibile molti numeri, quindi si è resa necessaria un’attenta ricerca nei mercatini dell’usato e “fumetterie” specializzate.

Con internet la ricerca si è fatta più facile e veloce. Basta bazzicare gli appositi news group e tra qualche tempo conto di avere la collezione completa.

About The Author

Blogger per caso.. nel 1999 iniziai il sito che chiamai diario multimediale, solo in seguito si scoprì che era uno dei primi blog. Appassionato di molte cose, cerco di seguire i miei interessi tutti insieme, ovviamente diventando esperto quasi di nulla.

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